Sigilli al depuratore di località Mancarelli
ROGGIANO GRAVINA
Incuria e malfunzionamento. Sarebbero questi i motivi che hanno indotto la sezione di Pg (Comparto ambientale) della Procura della Repubblica di Cosenza ad apporre i sigilli al depuratore di località Mancarelli.
Le indagini, iniziate qualche mese addietro dal Comando stazione dei carabinieri, coordinato dal maresciallo Stanislao Porchia, avevano visto emettere – a quanto pare dopo una denuncia – un’informativa alla magistratura. In seguito, proprio per verificare lo stato delle cose, c’era stato un sopralluogo da parte dell’Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, presenti i tecnici comunali e gli amministratori. Nel frattempo, le indagini sono proseguite e, dopo la verifica che quanto denunciato era corrispondente al vero, hanno portato alla firma del decreto di sequestro da parte del sostituto procuratore Salvatore Casciaro.
L’atto di sequestro è stato notificato nelle mani dell’attuale vicesindaco; i sigilli sono scattati nell’unico depuratore che serve l’abitato roggianese, tramite il cartello indicante il provvedimento (ai sensi dell’art. 137 Legge 152/2006 e dell’art. 253 e seguenti del codice di procedura penale). A riguardo dello stesso depuratore, è vero che negli ultimi anni è sempre stato “croce e delizia” anche per l’odore a volte nauseante che arrivava nei caseggiati limitrofi all’abitato. Ma è altrettanto vero che non più tardi di qualche anno addietro era stata portata a termine una gara d’appalto per la sua ristrutturazione, aggiudicata a un’impresa di Montalto Uffugo che ne ha eseguito i lavori.